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Fiat rilancia lo scorpione
Abarth
Lo
Scorpione è tornato, per far rivivere emozioni antiche con una
nuova struttura. Il Lingotto celebrerà il 7 marzo al Salone di
Ginevra il battesimo di Abarth & C, società che ripropone il
marchio della tradizione e gestirà, nell’ambito di Fiat Group,
la passione e le competizioni sportive. Soprattutto, offrirà ai
clienti versioni «spinte» sulla base dei modelli di serie e kit
di trasformazione ed elaborazione in after market. Proprio come
negli anni ‘50 e ‘60, quando ci si divertiva a taroccare le 500
e le 600 trasformandole con poche centinaia di migliaia di lire
in piccoli bolidi: qualche cavallo in più, vistose marmitte
cromate e il cofano sollevato per far «respirare» il motore.
Tutto merito della mitica azienda fondata da Carlo Abarth il 15
aprile ‘49 e assorbita da Fiat il 31 luglio ‘71. Era un genio
dei motori, Abarth, nato a Vienna nel 1908 (segno scorpione,
ovvio) cittadino italiano dal 1918 grazie al papà di Merano, ex
pilota motociclista e poi tecnico della Porsche e direttore
della Cisitalia. Le vetture col suo marchio divennero un emblema
mondiale di sportività e trionfarono nelle competizioni per 22
anni. Abarth chiuse come consulente della Fiat e morì il 24
ottobre del ‘78.
La rinata Abarth & C ha sede operativa a Chivasso, nello
stabilimento che ospitava a metà anni ’90 Fiat Auto Corse.
«Ma abbiamo voluto conservare il meglio della tradizione -
spiega il neo amministratore delegato Luca De Meo - a cominciare
dalla sede storica di Corso Marche a Torino, dove abbiamo
rifondato le Officine Abarth. È un marchio che non potevamo
abbandonare, sarà il nostro fiore all’occhiello per una
clientela sofisticata e competente. Forse di nicchia, però è una
grande nicchia che raggruppa gli amanti della sportività e del
tuning, delle vetture elaborate. Io appartengo alla generazione
dell’A112, sono rimasto affascinato dalla storia dello Scorpione
e ho scoperto che il 90% degli appassionati conosce ancora oggi
il valore del marchio Abarth». La nuova società avrà come
responsabile del reparto corse Claudio Berro e uno staff di 113
persone, di cui 26 nell’area engineering, 43 nel manufacturing e
9 dedicate al racing.
di Piero Bianco LaStampa.it
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