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Il Manuale dell' Hacker
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CHE COSA E', COME DIVENTARE,
LE DIFFERENZE TRA HACKER E CRACKER.
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Il modo di vedere il mondo e lo stile di vita. Quando sei un Hacker?
Spesso
riceviamo richieste da entusiasti principianti della rete che chiedono:
"Come posso imparare ad essere un Hacker?". Cosa abbastanza strana però,
non sembra che esista nessuna FAQ o documento web che tratti questa
questione per tanti "vitale"! Noi abbiamo, dopo aver' girato un po' per la
rete, scritto quello che certi hanno gia detto, fato o scritto. In ogni
caso anche se ci probabilmente ripetiamo, crediamo che sia molto
importante chiarire al massimo certe cose che alla stragrande maggioranza
non è chiara la differenza cosa sono, cosa fanno, come pensano e quale è
la loro filosofia; tra Hacker-hacking e Cracker-cracking.
Si, c'è ne sono tanti altri, ma pensiamo che se a tutti fosse chiara la
differenza tra i Hacker e i Cracker per noi sarebbe gia una grande
vittoria.
Non bisogna però dimenticare che da per tutto ci sono le mele marce perciò
anche in questo caso non possiamo dirvi: "cosi dovrebbe essere", ma
poi ... naturalmente sperando che in tutto esca solo il meglio di noi.
Se l'argomento sarà di vostro gradimento e interesse saremo lieti di
ampliare questo argomento, perciò a voi la parola nel forum. Grazie e a
presto.

Mi scuso con i lettori ma siccome la maggioranza, anche tra i media
ha totalmente una visione sbagliata sugli Hacker e su questo
argomento, volevo solo dare uno spunto dal libro
"Linux Facile"(241pag.)
di Daniele Medri,
che potete scaricare in pdf, in
perfetto stile (open source)sperando di chiarire un po' le
cose almeno a un piccolo gruppo di persone. Per scaricare il Libro
in formato .pdf cliccate " qui"

1. Hackers
L’esponenziale crescita della rete ha cambiato
l’identità della società evoluta o per lo meno quella
"informatizzata". Un incredibile mole di dati circola sulle
autostrade dell’informazione, dati privati, transazioni economiche e
altro ancora. La vita delle persone si impossessa del mezzo e porta
con sé ogni umana caratteristica e fobia, reale e non. Se nel mito
popolare esisteva l’uomo nero oggi esiste un nuovo termine per
descrivere qualcuno che attenta ai diritti altrui: hacker.
Avevo già opinioni in merito quando Filippo Bianchi, un giornalista
di Repubblica, mi intervistò chiedendomi chiarimenti sulla
terminologia a lui poco chiara e molto blasonata dai media che
ruotava attorno al termine e in tale ottica riporto le mie
considerazioni a titolo informativo.
1.1. Jargon: la nascita di un gergo
L’inizio della cultura hacker si può datare all’anno
1961, lo stesso anno in cui il MIT acquistò il primo calcolatore
PDP-1. In questo contesto universitario il termine fu subito
adottato dagli studenti del Tech Model Railroad Club, un
gruppo di persone che si divertiva a costruire automatismi per
gestire il traffico ferroviario per modellini di treni. Lo stesso
club divenne in seguito il principale nucleo del laboratorio di
Intelligenza Artificiale del MIT, gruppo di sviluppo delle
principali tecnologie moderne informatiche.
Con lo sviluppo della rete di comunicazione ARPAnet, il gergo
hacker (jargon) si diffuse nelle principali Università
collegate. La terminologia utilizzata fu raccolta in un file da
Raphael Finkel presso l’università di Stanford nel 1975. Un nuovo
polo di sviluppo della cultura hacker fu il centro di ricerca di
Palo Alto dove dalla fine degli anni ’70 alla metà degli anni ’80
vennero sviluppate un numero altissimo di nuove tecnologie come le
interfacce visuali ad icone e finestre, le stampanti laser e
tecnologie per le reti locali di computer. Il legame tra hacker
e nuove scoperte tecnologiche è quindi strettissimo.
Caratteristica comune per quelle persone che definiamo hacker è il
raggiungimento di un obiettivo nel minor tempo possibile, una
rivisitazione in chiave moderna di "il principio giustifica il
mezzo" di Machiavelli.
Come viene riportato nel Jargon File:
":hacker: n. [originally, someone who makes furniture with an axe]
-
A person who enjoys exploring the details of
programmable systems and how to stretch their capabilities, as
opposed to most users, who prefer to learn only the minimum
necessary.
-
One who programs enthusiastically (even
obsessively) or who enjoys programming rather than just theorizing
about programming.
-
A person capable of appreciating {hack value}.
-
A person who is good at programming quickly.
-
An expert at a particular program, or one who
frequently does work using it or on it; as in ‘a Unix hacker’. (Defi-nitions
1 through 5 are correlated, and people who fit them congregate.)
-
An expert or enthusiast of any kind. One might be
an astronomy hacker, for example.
-
One who enjoys the intellectual challenge of
creatively overcoming or circumventing limitations.
-
[deprecated] A malicious meddler who tries to
discover sensitive information by poking around. Hence ‘password
hacker’, ‘network hacker’. The correct term for this sense is
{cracker}."
Hackers
Una persona che si diverte esplorando i dettagli nella
programmazione di sistemi e cerca la modalità per ottenere il
massimo delle prestazioni. Qualcuno che programma con entusiasmo
(spesso ossessivamente) o si diverte programmando ancor prima che
teorizzare sulla programmazione. Una persona capace di apprezzare.
Una persona capace di programmare rapidamente. Una persona esperta
nell’utilizzo di un dato programma. Una persona esperta o entusiasta
per ogni ambito, anche l’astronomia. Esiste anche una connotazione
negativa del termine legata a fattori di criminalità informatica e
viene espressamente indicata con il termine cracker. I media
spesso confondono le due definizioni e utilizzano hacker con
carattere negativo. Anche la new economy gioca con il fattore
terrore e non è un caso che siano proprio i produttori di soluzioni
di sicurezza a migliorare le proprie quotazioni in borsa durante
attacchi informatici, un effetto che spesso autoalimenta la
propria causa scaturante.
1.2. Cracker e Phreaker
I termine è stato coniato all’incirca nel 1985 da
hackers che cercavano di difendere e distaccarsi dalle connotazioni
negative che i media usavano a dismisura. Fondamentalmente entrambi
i termini delineano persone che hanno compiuto attività di cracking
e le tecniche spesso sono le medesime ma spesso la differenza è nel
fine. Mentre un hacker scardina delle misure di sicurezza per
ottenere uno scopo benefico e raggirare dei limiti tecnici, un
cracker si appropria della conoscenza per proprio esclusivo
interesse. Ulteriore neologismo che si integra con i termini citati
è phreaker, colui che compie cracking sulla rete telefonica per
effettuare ad esempio chiamate a lunga distanza senza spendere
nulla. Fino alla prima metà degli anni ’80 la tecnologia che
controllava le reti telefoniche era piuttosto antiquata e facilmente
scardinabile per propri scopi. Il cambiamento avvenne con
l’aggiornamento tecnologico successivo che tagliò radicalmente molte
delle vecchie tecniche di phreaking. Anche l’arresto di gruppi di
persone che compievano questa tipologia di azioni divenne un freno
ed è diventato difficile sentir parlare di blue box1 al
giorno d’oggi.

Come diventare un Hacker
COME POSSO IMPARARE AD ESSERE UN MAGO
DEGLI HACKER
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pensare come un hacker;
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conoscere virus, worm e backdoor;
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IL
MANUALE DEL GIOVANE HACKER
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Tutto quello che avreste voluto sapere su Internet e nessuno vi ha
mai detto
Contenuto:
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sicuri che il vostro computer sia al riparo da virus e hacker
informatici?
Abbandonate le vostre certezze! Il vostro Pc è vulnerabile da
molti attacchi e virus e forse, proprio in questo momento, a
vostra insaputa, un hacker sta usando il vostro PC e la vostra
conessione Internet per sferrare attacchi informatici.
In questa seconda edizione del libro, aggiornata nei contenuti e
nella descrizione dei trucchi e delle tecnologie utilizzate,
imparerete le tecniche degli hacker, e i metodi per
neutralizzarle:
Leggendo "Il manuale del giovane hacker" scoprirete:
- come intercettare virus, worm e bug
- in che modo gli hacker nascondono la propria identità in rete
- come scrivere i vostri virus e worn - come funzionano i 'Cavalli
di Troia' e come difendersi
- in che modo gli hacker rubano i software e li scambiano in
Internet
- in che modo accorgersi se il vostro computer sta subendo un
attacco e come proteggersi
- dove trovare gli hacker online, come fanno a individuare
potenziali vittime e che strategie usano per impossessarsi dei PC
- scoprire gli hot spot wireless per connettersi in remoto
- come controbattere lo spamming
e molto altro ancora.
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IL MANUALE DELL' HACKER |
Come diventare
un hacker? Che roba è un hacker?
Lo Jargon File contiene alcune definizioni del termine 'hacker',
la maggior parte delle quali hanno a che fare con l'esperienza
tecnica e il gusto di risolvere problemi e di superare i limiti.
Se vuoi sapere come diventare un hacker, tuttavia, solo due sono
effettivamente rilevanti.
C'è una comunità, una cultura comune, di programmatori esperti e
di maghi delle reti che affonda le radici della sua storia
decenni addietro, ai tempi dei primi minicomputer e dei primi
esperimenti su ARPAnet. I membri di questa cultura stanno
all'origine del termine 'hacker'. Gli hackers hanno costruito
internet. Gli hackers hanno reso il sistema operativo UNIX
quello che è oggi. Gli hackers mandano avanti Usenet. Gli
hackers hanno fatto funzionare la World Wide Web. Se fai parte
di questa cultura, se hai contribuito ad essa e altre persone
della medesima ti conoscono e ti chiamano hacker, allora sei un
hacker.
La forma mentis dell'hacker non è ristretta all'ambito del
software-hacking. Ci sono persone che mantengono un
atteggiamento da hacker anche in altri campi, come l'elettronica
o la musica - davvero, lo puoi trovare ai livelli più alti di
qualsiasi scienza od arte. I software-hackers riconoscono questi
spiriti affini ovunque e chiamano anche loro 'hackers' - e
qualcuno afferma che lo spirito hacker è totalmente indipendente
dal particolare media in cui l'hacker lavora. Ma nel resto di
questo documento ci concentreremo sulle capacità e gli
atteggiamenti del software hacker, e le tradizioni della cultura
comune che ha dato origine al termine 'hacker'.
C'è un altro gruppo di persone
che si strillano a gran voce di essere hackers, ma non lo sono.
Queste sono persone (per la stragrande maggioranza ragazzi
adolescenti) che si divertono a entrare (generalmente in maniera
illegale) negli altrui computers e a phreakkare le compagnie
telefoniche. I veri hackers chiamano questa gente 'crackers', e
non vogliono avere nulla a che fare con loro. I veri hackers
pensano che i crackers siano pigri, irresponsabili, e non molto
crillanti, e obbiettano che essere capaci di neutralizzare i
sistemi di sicurezza non ti rende un hacker più di quanto far
partire un'automobile cortocircuitando i cavi della chiave ti
renda un ingegnere elettronico. Sfortunatamente molti
giornalisti e scrittori si sono ingannati e hanno usato la
parola 'hackers' per descrivere i crackers; per via di questi
errori la maggioranza non fa assolutamente nessuna diferenza tra
i hackers e i crackers che oviamente irrita incredibilmente i
veri hackers.
La differenza fondamentale è questa: gli hackers costruiscono le
cose, i crackers le rompono. Se vuoi essere un hacker continua a
leggere. se vuoi essere un cracker, vai a leggere il newsgroup
alt.2600 e tieniti pronto a scornarti col fatto che non sei
furbo quanto credi. E questo è tutto quello che avevo intenzione
di dire sui crackers.
L'atteggiamento dell'Hacker
Gli Hackers risolvono i problemi e costruiscono le cose, credono
nella libertà e nel mutuo aiuto volontario. Per essere accettato
come un hacker, ti devi comportare come se avessi questo
atteggiamento nel sangue. E per comportarti come se avessi
questo atteggiamento nel sangue, devi realmente credere nel tuo
comportamento.
Se pensi a coltivare un atteggiamento da hacker giusto per
essere accettato nella hacker-culture, allora non hai capito.
Diventare il tipo di persona che crede in queste cose è
importante per te- per aiutarti ad imparare e per avere delle
motivazioni. Come con tutte le arti creative, la via più
efficace per diventere un maestro è imitare al forma mentis dei
maestri - non solo intellettualmente ma anche emotivamente.
Ebbene, se vuoi essere un
hacker ripeti le cose seguenti fino a che non le credi
veramente:
1. Il mondo è pieno di problemi
affascinanti che aspettano di essere risolti.
Essere un hacker è molto divertente, ma è un tipo di
divertimento che richiede molto sforzo. Lo sforzo necessita di
motivazioni. Gli atleti di successo trovano le loro motivazioni
da una specie di gusto nell'usare i loro corpi oltre i limiti
del fisico. Similmente, per essere un hacker devi provare i
brividi nel risolvere problemi, affilare le tue capacità, ed
esercitare la tua intelligenza.
Se non sei il tipo di persona che per natura prova queste
sensazioni, allora dovrai diventarci, se vuoi farcela ad essere
un Hacker. Altrimenti vedrai che le energie spese per fare l'hacker
saranno fiaccate da distrazioni come il sesso, i soldi e
l'essere riconosciuti nella società.
(Inoltre devi anche sviluppare una specie di fede nelle tue
capacità di apprendimento - una fede grazie alla quale, pur non
conoscendo tutto ciò di cui hai bisogno per risolvere un
problema, affrontandone una parte sarai capace imparare
abbastanza per risolvere la parte successiva....e cosÏ via, fino
a che ce la fai).
2. Nessuno dovrebbe mai
risolvere lo stesso problema una seconda volta.
Le menti creative sono una risorsa valida e limitata. Esse non
dovrebbero essere sprecate nel reinventare la ruota quando ci
sono cosÏ tanti e affascinanti problemi che aspettano là fuori.
Per comportarsi come un hacker, devi credere che il tempo che
gli altri hackers spendono a pensare sia prezioso - a tal punto
che è quasi un dovere morale condividere informazioni, risolvere
problemi e diffonderne la soluzione cosicché gli altri hackers
possono risolvere nuovi problemi invece di dover riaffrontare
perpetuamente quelli vecchi.
(Non devi credere di essere obbligato a dare via tutti i tuoi
prodotti creativi, sebbene gli hackers che lo fanno siano quelli
che sono più rispettati dagli altri. E' coerente coi valori
dell'hacker "vendere" un po' del suo prodotto per riuscire a
sbarcare il lunario ed avere un computer. E' coerente pure usare
le proprie capacità per mantenere una famiglia o addirittura
diventare ricchi, fermo restando che non devi mai dimenticare di
essere un hacker mentre lo fai.)
3. La noia e i lavori "da
sgobboni" sono un male.
Gli hackers (ed in generale le persone creative) non dovrebbero
mai annoiarsi o aver a che fare con dei lavori ripetitivi,
faticosi e stupidi, perchè quando questo accade significa che
non stanno facendo ciò che solo loro possono fare: risolvere
nuovi problemi. Questo spreco danneggia tutti. Perciò la noia ed
i lavori ingrati non sono semplicemente sgradevoli, ma un male
vero e proprio.
Per comportarti come un hacker, devi crederci abbastanza da
voler automatizzare tutte le cianfrusaglie noiose il più
possibile, non solo per te ma per qualsiasi altra persona (in
particolar modo gli altri hackers).
(Apparentemente c'è solo un eccezione. Gli hackers dovranno fare
talvolta cose che possono sembrare ripetitive ad un osservatore,
ma che servono per chiarire le idee, per acquisire delle nuove
capacità o per fare delle esperienze che non possono essere
fatte altrimenti. Tuttavia questa è una tua scelta - nessuno
capace di pensare dovrebbe essere mai forzato alla noia).
4. La libertà è un bene. Gli
hackers sono per natura anti-autoritari. Chiunque ha il potere
di darti ordini ha pure il potere di fermarti dal risolvere un
qualsiasi problema da cui sei affascinato - e, conoscendo in che
modo lavorano le menti autoritarie, in linea di massima troverà
una ragione incredibilmente stupida per farlo. Quindi un
atteggiamento autoritario deve essere combattuto ovunque si
trovi, per paura che soffochi te e gli altri hackers. (Questo,
però, non significa combattere tutte le autorità. I bambini
hanno bisogno di essere guidati e i criminali corretti. Un
hacker potrebbe essere d'accordo nell'accettare un qualche tipo
di autorità per ottenere qualcosa che desidera di più del tempo
che impiega ad eseguire gli ordini. Ma questo è un compromesso
limitato e di cui si è coscienti; il tipo di persona arrendevole
che gli autoritari desiderano non deve venir offerta). Gli
autoritari si sviluppano grazie alla censura ed ai segreti. Essi
non confidano nella cooperazione volontaria e nella condivisione
di informazioni - a loro piace siol la cooperazione che possono
controllare. Quindi per comportarti come un hacker, devi
sviluppare un ostilità istintiva verso la censura, la
segretezza, e l'uso della forza e dell'inganno per costringere
gli adulti responsabili. E devi essere disposto ad agire in base
a questo credo.
5. L'atteggiamento non
sostituisce la competenza.
Per essere un hacker devi sviluppare alcuni di questi
atteggiamenti. Ma coltivarne uno solo non ti renderà certo un
hacker, non più di quanto ti possa rendere un grande atleta od
una rock star. Per diventare un hacker c'è bisogno
dell'intelligenza, la pratica, di dedicarsi ed infine di
lavorare sodo. Quindi devi imparare a non fidarti di un
atteggiamento competente di qualsiasi tipo. Gli hackers di certo
non perderanno tempo con chi si spara le pose, poichè hanno il
culto della competenza - soprattutto competenza nell'hacking, ma
va bene la competenza in qualsiasi cosa. In particolar modo è
ottima una competenza in alcune capacità che pochi hanno, ancora
megli se sono capacità quali una mente brillante, astuzia e
concentrazione.
Se anche tu veneri la competenza, ti divertirai a svilupparla in
te - e il lavoro duro e la dedizione diventeranno una specie di
gioco intenso piuttosto che una noia. E questo è vitale per
essere un hacker. Le capacità fondamentali dell'Hacker.
Le
capacità fondamentali dell'Hacker.
Un
comportamento da hacker è fondamentale, ma le capacità sono
ancora più fondamentali. un atteggiamento non sostituisce,
infatti, la competenza, e ci sono alcune capacità fondamentali
che devi avere prima che qualsiasi hacker possa lontanamente
sognare di chiamarti , appunto, hacker.
Questo kit di
competenze base cambia lentamente col passare del tempo perchè
la tecnologia crea nuove capacità rendendo obsolete quelle più
vecchie. Per esempio, si usa includere il programmare in
linguaggio macchina, ma solo recentemente questo ha implicato
anche l'HTML. Ma nel tardo 1996 è abbastanza chiaro che si
includono le seguenti capacità:
1. Imparare a
programmare.
Questa,
ovviamente, è la capacità fondamentale dell'hacker. Nel 1997 il
linguaggio che assolutamente devi imparare è il C (sebbene non
sia quello da imparare per primo). Tuttavia non puoi essere
considerato un hacker o nemmeno un mero programmatore se conosci
un solo linguaggio - devi imparare a pensare circa i problemi di
programmazione in generale, indipendentemente da qualsiasi
linguaggio. Per essere un vero hacker, devi arrivare al punto in
cui puoi imparare un nuovo linguaggio semplicemente correlando
le informazioni del manuale con quello che già sai. Questo
significa che devi imparare molti e differenti linguaggi.
Un tempo era
difficile trovare del buon codice da leggere, poichè non c'erano
molti programmi disponibili nel codice sorgente che gli hackers
implumi potevano leggere e rimuginare. Tuttavia questa
situazione è cambiata drasticamente; il software gratis, i
compilatori gratis, e i sistemi operativi gratis (tutti
disponibili in codice sorgente e tutti sviluppati dagli hackers),
sono ora largamente disponibili. E questi ci porta direttamente
al prossimo argomento....
Oltre al C,
dovresti anche imparare almeno il Lisp e il Pearl (il Java pure
non saerbbe male). Oltre ad essere i linguaggi di programmazione
più importanti, ognuno di questi rappresenta un approccio
defferente alla programmazione, e tutti ti educheranno in
maniera valida.
Qui non posso
dare istruzioni precise su come imparare a programmare - è una
capacità assai complessa. Ma posso dire che libri e corsi non
sono la cosa migliore (molti, forse la maggior parte degli
hacker, sono autodidatti). Quello che si deve fare è (a)
leggere codici e (b) scrivere codici.
Imparare a
programmare è come imparare a scrivere bene un linguaggio
naturale. La cosa migliore per farlo è leggere qualcosa scritta
dai maestri del linguaggio, scrivere qualcosa da soli, leggere
un altro po', scrivere un po' di più, leggere molto di più,
scrivere ancora di più......e ripetere fino a che la tua
scrittura non comincia a sviluppare quel tipo di forza che vedi
nei tuoi modelli.
2. Ottieni uno dei sistemi
operativi UNIX-like gratuti ed impara ad usarlo. Prendo per
scontato che tu abbia un personal computer o che tu possa usarne
uno (i ragazzini di oggi lo ottengono cosi facilmente:-)).
L'unico e più importante passo che ogni principiante può mouvere
per aquisire le capacità dell'hacker è rimediare una copia di
Linux o di uno dei free BSD-Unixes, installarlo sulla sua
macchina, e caricarlo. Si, ci sono altri sistemi operativi al
mondo oltre a UNIX. Ma sono distribuiti in binario - ovvero non
puoi leggere il codice nè modificarlo. Provare ad imparare ad
Hackkare sotto Dos, windows od un qualsiasi sistema operatimo
Mac è come voler imparare a danzare avendo le gambe ingessate.
Inoltre Unix è il sistema operativo della rete. Mentre puoi
imparare ad usare internet senza usare UNix, di certo non puoi
essere un hacker della rete senza conoscerlo.Per questo motivo
al giorno d'oggi la cultura hacker è fortemente incentrata su
UNIX. (Nel passato ciò non era sempre vero, ed alcuni hacker dei
vechhi tempi non sono felici di ciò, ma la simbiosi tra unix e
la rete è diventata abbastanza forte che addirittura il muscolo
della Microsoft sembra non riuscire ad ammaccarla.) Ebbene,
rimedia un UNiX - a me piace unix, ma ci sono altri modi.
Imparalo. Usalo. Armeggiaci. Parla con internet tramite esso.
Leggi il codice. Modifica il codice. Otterrai degli strumenti
per programmare (inclusi il C, Lisp, e il Perl) migliori di
quanto qualsiasi sistema operativo Microsoft possa immagginare,
ti divertirai, e assorbirai conoscenze di cui non ti renderai
conto fino a che non ti volgerai indietro a guardarle come un
maestro degli hacker. Per maggiori suggerimenti circa imparare
unix, vai a The Loginataka. Per rimediare linux vai invece a
Where To Get Linux.
3. Imparare ad usare la World Wide Web
e scrivere in HTML. La maggior parte delle cose che la cultura hacker ha
costruito non è tenuta molto in vista, infatti aiutare a far funzionare
le fabbriche, gli uffici e le università non ha un grande impatto sul
modo di vivere dei non hackers. La rete è l'unica grande eccezione, il
grande e brillante gioco degli hacker che addirittura i politici
ammettono stia cambiando il mondo. Solo per questa ragione (ed anche per
molte altre) hai bisogno di imparare come lavorare con la rete. Questo
non significa solamente imparare ad uasre un browser (chiunque lo può
fare), ma imparare come scrivere in HTML, "the Web's markup language".
Se non sei capace a programmare, l'HTML ti insegnerà alcune abitudini
che ti aiuteranno ad imparare. Quindi fai un home page. Ma avere un home
page non è nemmeno lontanamente sufficiente per fare di te un hacker. La
rete è piena di Home Pages. La maggior parte sono un magma senza
argomenti nè contenuti (per altri suggerimenti su questo argomento vai
aThe HTML Hell Page). Per valere qualcosa, la tua home page deve avere
un contenuto - deve essere interessante o utile agli altri hackers. E
questo ci porta al prossimo argomento.... Posizione sociale nella
cultura hacker Come la maggior parte delle culture non basate sul
denaro, quella degli hacker si basa sulla reputazione. Uno prova a
risolvere problemi che siano interessanti, ma quanto siano interessanti,
e se le soluzioni siano veramente efficaci, è qualcosa che solo i
tecnici al tuo pari o i superiori possono giudicare. Di conseguenza,
quando giochi a fare l'hacker, impare a guadagnare punti soprattutto in
base a quello che gli altri hackers pensano delle tue capacità (ecco
perchè non sei un hacker fino a che gli altri hcker ti ci chiamano).
Questo fatto è oscurato dall'immagine dell'hacking come un lavoro
solitario; anche da alcuni taboo della cultura hacker (che stanno
gradualmente scemando ma sono ancora consistenti) contro il voler
ammettere che l'ego o l'essere ben considerati dagli altri
contribuiscano ad alimentare le proprie motivazioni. Nello specifico,
fare l'hacker è ciò che gli antropologi chiamano gift culture. Sali
nella scala sociale non dominando gli altri, non essendo bello, non
avendo le cose che vogliono gli altri, ma piuttosto dandole via. E più
precisamente, dando via il tuo tempo, la tua creatività, e i risultati
delle tue capacità.
Fondamentalmente ci sono 5 cose che
puoi fare per essere rispettato dagli hackers:
1. Scrivi free software. La prima cosa (la più basilare nonchè
tradizionale) è scrivere programmi che appaiono utili o divertenti agli
altri hackers, e dare le sorgenti da utilizzare all'intera comunità
hacker. Gli hackers più venerati sono proprio quelli che hanno scritto
programmi grossi e capaci, che vanno in contro a bisogni collettivi, e
che li danno via cosicchè chiunque possa usarli. 2. Aiuta a testare e a
fare il debug del free software. Essi sono anche a servizio di chi fa il
debug del free.software. In questo mondo imperfetto, inevitabilmente
spenderemo la maggior parte del tempo dello sviluppo di un programma a
fare il debug.Ecco perchè qualsiasi autore di free software in grado di
ragionare ti dirà che buni beta testers (quelli che sanno come
descrivere chiaramente i sintomi, localizzare bene i problemi, che
possono tollerare i bugs in una release fatta di fretta, e sono disposti
ad applicare alcune semplici routine diagnostiche) valgono tanto oro
quanto pesano. Anche uno solo di loro può trasformare una fase di
debugging da un incubo prolungato ad una mera e salutare seccatura. Se
sei un principiante, prova a trovare un programma in via di sviluppo che
ti interessa e ceca di essere un buon beta-tester. C'è un progresso
naturale dall'aiutare a testare i programmi, ad aiutare a fare il debug,
ad aiutare a modificarli. Imparerai un sacco in questo modo, e genererai
un buon karma con le persone che ti aiuteranno successivamente. 3.
Pubblica informazioni utili. un'altra buona cosa è colezzionare e
filtrare le informazioni utili od interessanti in pagine web o documenti
come le FAQ (ovvero Frequently Asked Questions, che in italiano sta per
domande fatte frequentemente), e renderle generalmente reperibili. I
manutentori di FAQs tecniche sono rispettati quasi quanto gli autori di
free software. 4. Aiuta a mandare avanti i lavori di infrastruttura. La
cultura hacker (e lo sviluppo ingegneristico della rete, in questo caso)
viene mantenuta da volontari. Ci sono un sacco di lavori necessari ma
poco affascinanti che devono essere fatti per mantenerla - amministrare
le mailing list, moderare i newsgroup, mantenere larghi archivi di
software, sviluppare gli RFC e altri standard tecnici. Le persone che
fanno bene questo genere di cose sono molto rispettate, poichè chiunque
sa che questi lavori richiedono molto tempo e non sono divertenti quanto
giocare coi codici. Farli mostra dedizione. 5. Servi la cultura hacker
di per sè. Infine, puoi servire e propagare la cultura hacker di per sè
(per esempio scrivendo un documento accurato su come diventare un hacker:-)).
Non ti troverai di certo nella posizione di fare una cosa del genere
fino a che non ti sarai fatto ben conoscere per una delle prime cinque
cose. La cultura hacker non ha leaders veri e propri, ma ha degli eroi e
degli storici e diffusori "tribali". Dopo essere stato in triencea
abbastanza a lungo, potresti diventare uno di questi. Fai attenzione:
tra i più anziani, gli ackers non si fidano di quelli che blaterano,
quindi raggiungere questo tipo di fama è pericoloso. Piuttosto che
sforzarti per questo, conviene guadagnarti te stesso una posizione,
cosicchè toccherà a te "essere raccontato", dopodichè sii modesto circa
il tuo staus. La connessione Hacker-Nerd. Contrariamente al mito
popolare non devi essere necessariamente un nerd, per essere un hacker.
Tuttavia ciò aiuta, e infatti molti hackers sono dei nerds. Essere un
esulle della società aiuta a concentrarti sulle cose veramente
importanti, come pensare e fare l'hacker. Per questa ragione gli hackers
hanno adottato l'etichetta 'Nerd', ed addirittura usano il terine ancor
più duro 'geek' (in italiano qualcosa come 'disadattato') come un
appellativo di cui vannoe orgogliosi - non è altro che una maniera per
dichiarare la propria indipendenza dalle normali aspettative sociali.
Vai a The Geek Page per una discussione (in inglese) più estesa. Se
riesci a concentrarti abbastanza sull'hacking ed avere anche una vita,
va bene. E' molto più facile oggi di quando ero un principiante; la
cultura corrente è molto più ben disposta nei confronti dei techno -
nerds, ora. C'è addirittura un numero in continua crescita di persone
che hanno realizzato che spesso gli hackers sono
ragazzi/ragazze/mariti/mogli di alta qualità. Per maggiori info su
questo vai a Girl's Guide to Geek Guys. Se sei attratto dall'hacking
perchè non hai una vita, va bene - perlomeno non avrai problemi a
concentrarti. Forse ne avrai una dopo. Punti di stile Ancora, per essere
un hacker, devi avere la forma mentis dell'hacker. Ci sono alcune cose
che puoi fare quando non stai al computer che sembrano aiutare. Non sono
sostitutive all'hacking (nulla lo è), ma molti hackers le praticanoe
hanno l'impressione che esse in qualche maniera fondamentale siano
connesse all'essenza dell'hacking. Leggere riviste scientifiche. Andare
a convegni scientifici (un buon modo per incontrare hackers e
proto-hackers). Studiare Zen, o praticare un arte marziale (la
disciplina mentale sembra essere simile in maniera importante).
Sviluppare un orecchio analitico per la musica. Imparare ad apprezzare
particolari tipi di musica. Imparare a suonare bene uno strumento o a
cantare. Apprezzare anagrammi e giochi di parole. Imparare a scrivere
bene nel tuo linguaggio naturale (Sorprendentemente una gran quantità di
hackers, compresi tutti i migliori che conosco, sono degli abili
scrittori). Maggiori sono le cose tra queste che già fai, maggiore è la
predisosizione naturale che hai per fare l'hacker. Perchè queste cose in
particolare non è molto chiaro, tuttavia esse sono connesse con un mix
di capacità della parte destra - e sinistra - del cervello che sembrano
essere importanti (gli hackers hanno bisogno di essere capaci sia a
ragionare in maniera logica, sia, all'occorrenza, a tenersi distanti
dalla logica apparente di un problema). Infine, un po' di cose da non
fare. Non usare soprannomi grandiosi e stupidi. Non entrare nelle
flame-wars su usenet (i newsgroup), o da qualsiasi altra parte. Non ti
chiamare 'Cyberpunk' e non perdere tempo con chiunque lo faccia. Non
spedire lettere o E-mail piene di errori. L'unica reputazione che ti
guadagnerai nel fare una qualsiasi di queste cose è quella del cretino.
Gli hackers hanno una memoria di ferro - dunque ci potrebbero volere
vari anni per essere riaccettati. Altre risorse Traduzioni di questo
documento sono disponibili in Francese, Spagnolo e Giapponese.
Loginataka ha qualcosa da dire riguardo al giusto allenamento ed
atteggiamento di un hacker di UNIX. Ho anche scritto A Brief History Of
Hackerdom. Peter Seebach mantiene un eccellente Hacker FAQ per i
managers che non sanno come trattare gli hackers. Ho scritto un
documento, The Cathedral and the Bazaar, che spiega un sacco circa il
funzionamento della cultura Linuxiana. lo puoi trovare a writings page.
Frequently Asked Questions Mi insegnerai come hackkare? Dalla prima
volta che ho pubblicato questa pagina, ho ricevuto varie richieste a
settimana da persone che "mi insegni ad hackkare?". Sfortunatamente non
ho il tempo nè l'energia per farlo; i miei progetti già prendono il 110%
del mio tempo. Ed anche se lo facessi, quella dell'hacker è una capacità
che fondamentalmente ti devi insegnare da solo. Vedrai che anche i veri
hackers ti vogliono aiutare, non ti rispetteranno se chiedi di farti
imboccare col cucchiaino ogni cosa che sanno. Prima impara alcune cose.
Mostra che stai provando e che sei capace di imparare per conto tuo. Poi
vai dagli hackers che incontri con delle domande. Dove posso trovare
alcuni veri hackers con cui parlare? Bhè, sicuramente non su IRC, questo
è sicuro - quelli non sono altro che flamers e crackers. La cosa
migliore è trovare un grupo di utenti di Linux nelle tue vicinanze, ed
andare ai loro meetings (c'è una lista a Linux Users' Group on Sunsite).
Che linguaggio devo imparare per primo? HTML, se già non lo conosci. Ci
sono un sacco di libri brillanti, super intensivi e cattivi, mentre
pochi sono quelli buoni. Quello che mi piace di più è HTML: The
Definitive Guide. Quando sei pronto per incominciare a programmare, io
consiglierei di cominciare col Perl o col Python. Il C è veramente
importante, ma è anche molto più duro. Come posso cominciare? dove
rimedio un free-Unix? Ovunque in questa pagina ho messo dei link su dove
prendere Linux. Per essere un hacker hai bisogno di motivazioni ed
iniziativa, e l'abilità di educarti da solo. Comincia ora...
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...:::KEVIN MITNICK:::... |
Kevin Mitnick, conosciuto in rete come il Condor, è l'hacker più
noto al mondo. Ha violato i sistemi informatici, telematici, telefonici
e qualsiasi cosa fosse fatta di bit. Ci sono voluti più di tre anni per
consegnarlo alla giustizia. Tre anni in cui si è fatto beffe di tutti:
poliziotti, giornalisti, esperti di computer, manager, ufficiali
statali, amministratori di sistema. Quando l'FBI riuscì a trovare, in
un piccolo appartamento di Raleigh nella Carolina del Nord, il suo
ultimo rifugio, il Condor era ancora intento a digitare comandi sul
proprio portatile. Gli agenti bussarono gentilmente e aspettarono
qualche minuto prima di entrare. Il Condor staccò il cellulare clonato
dal portatile, tentò di cancellare le ultime tracce dei suoi ultimi
passaggi e poi si consegnò alla polizia. Così si è conclusa, il 15
febbraio 1995, la carriera del più noto hacker del mondo, Kevin David
Mitnick, californiano, classe 1964, esperto di sicurezza, Hacker per
professione e per passione. Lo stesso giorno è iniziata la più grande
mobilitazione in rete per la salvaguardia del diritto all'informazione e
all'accessibilità delle risorse: centinaia di siti hackerati, una
marcia su New York, campagne telematiche, volantini, adesivi, magliette.
Nel 1997 la pagina principale di Yahoo! fu sostituita da un'altra in cui
si minacciava la diffusione planetaria di un virus se Mitnick non fosse
stato subito rilasciato. L'hanno successivo furono violati, tra i tanti,
i siti dell'Unicef e del New York Times. Tutto ciò è facilmente
comprensibile. Kevin Mitnick, al momento del suo arresto, era già
conosciutissimo su Internet. Aveva iniziato ad hackerare nel 1980,
quand'era ancora minorenne, dopo essersi fatto le ossa sulle
ricetrasmittenti e dopo aver smontato e rimontato i computer della
propria scuola. La prima condanna la ebbe quand'era appena
diciassettenne: con un gruppo di amici entrò fisicamente nei laboratori
californiani del Bell's Computer System for Mainframe Operations (COSMOS),
un sistema in cui venivano conservate le principali documentazioni sulle
chiamate di molte compagnie telefoniche statunitensi, e rubò le
password dei dipendenti e degli uffici. Non se ne andò prima di aver
trafugato anche qualche grosso manuale di documentazione dell'intero
sistema. Quando fu arrestato, a causa della denuncia di una ragazza del
gruppo piantata da un compagno, il giudice lo condannò a tre mesi di
detenzione aggiungendo un anno con sospensione della pena. Esce presto
di prigione e inizia a specializzarsi sui sistemi di comunicazione, sui
telefoni cellulari, sugli apparati che gestiscono le sempre più
influenti società di telecomunicazioni. Nel 1983 è nuovamente
arrestato e condannato a sei mesi di reclusione per aver violato i
sistemi di sicurezza della rete ARPANet che proprio in quel periodo
stava dismettendo i compiti militari per dar vita al primo nucleo della
futura Internet. Altri tre anni con la condizionale gli vengono
comminati nel 1987 per aver utilizzato illegalmente delle carte di
credito telefoniche e per essersi introdotto nei sistemi della Santa
Cruz Operation (SCO), una produttrice di software per le compagnie di
telecomunicazioni. Ad andarci di mezzo questa volta è anche la ragazza,
sua futura moglie. Alla fine degli anni '80 Mitnick si introduce nei
computer della potentissima Digital Equipment Corporation (DEC, la
creatrice di Altavista ora di proprietà della Compaq) assieme al suo
amico fraterno Leonard DiCicco. Riesce a rubare molte parti di codice
del sistema operativo VMS che allora era il preferito campo di
battaglia, dopo Unix, per molti hacker. I rapporti tra i due amici si
guastano, DiCicco denuncia entrambi alla Digital e poi all'FBI: in un
incontro organizzato dall'amico vengono anche i federali che lo
riportano per l'ennesima volta nel carcere californiano. Il giudice
Mariana R. Pfaelzer lo condanna a un anno di reclusione più altri tre
con la condizionale. DiCicco, a sua volta denunciato dallo stesso
Mitnick, ne sconterà cinque tutti fuori dal carcere. Durante il
processo il giudice Pfaelzer non riesce a capire cosa spinga questi
ragazzi a violare i sistemi. Per lei rimangono dei malati, tanto che in
più occasioni l'hacking viene paragonato ad una droga e, tra le tante
terapie consigliate a Mitnick per rimediare alle sue colpe, viene
suggerito più volte un ricovero in un centro di riabilitazione. Harriet
Rossetto, un consulente del giudice, dice testualmente: "Il suo [di
Mitnick] comportamento nasce da un impulso malato. La sua malattia è la
dipendenza, sia essa da droghe, alcool, scommesse, hacking, soldi o
potere". Siamo negli anni '90 e il mito del Condor sta invadendo la
rete. Kevin Mitnick ha sperimentato tutte le tecniche di hackeraggio,
sfrutta tutti gli errori dei sistemi che conosce a perfezione, modifica
le chiamate con cui compie gli atti, inizia la guerra alle grandi
compagnie: MCI, Motorola, Digital, Sun, Apple, Netcom, computer navali,
computer del dipartimento dei motoveicoli californiano. Quando il
sistema è davvero a prova di qualunque attacco Mitnick ripiega sul
"social engineering". Telefona ai responsabili del sistema,
fingendosi un altro, li convince a farsi mandare i documenti riservati,
le password e tutto quello che possono dargli. Loro gli danno tutto ciò
che chiede. Le e-zine indipendenti seguono da vicino le vicende che lo
riguardano ed anche i media incominciano ad occuparsi di lui. Un
giornalista del New York Times si interessa della sua vicenda e nel 1991
scrive un libro intitolato Cyberpunk che, a detta di Mitnick, è per una
buona metà del tutto inventato. Il Condor esce di prigione verso la
fine del 1990. Per un po' di tempo resta fuori dalla scena, deve
scontare altri tre anni di libertà condizionata. Si trasferisce con il
padre fuori da Los Angeles e lì lavora nella società di costruzioni
familiare. Nel Novembre 1992 la pena del giudice Pfaelzer sta per
estinguersi e Kevin inizia a lavorare presso una società di
investigazioni chiamata Tel Tec Detective Agency. L'FBI non gli dà
tregua e scopre che l'agenzia di investigazioni sfruttava le capacità
informatiche di Kevin per i propri fini. Quando i poliziotti si
presentano a casa con il mandato di cattura per la violazione dei
termini della condizionale non trovano nessuno. Il Condor è fuggito.
Poco tempo prima aveva sospettato che il suo telefono fosse sotto
controllo e con una telefonata alla Pacard Bell era riuscito ad avere
tutti i dati sulle sue intercettazioni telefoniche. Era abituato a
scorrazzare in lungo e largo sulle autostrade virtuali, non ne voleva
sapere della prigione e delle ramanzine di qualche assistente sociale.
Sceglie la latitanza. Per due anni e tre mesi Kevin Mitnick diventa un
fantasma. L'FBI lo inserisce nella lista dei criminali più ricercati
d'America e la polizia di Los Angeles fa di tutto per incastrarlo:
"mentre loro mi cercavano io cercavo loro" dirà il Condor
qualche anno più tardi. Nel frattempo cresce la fama. Ogni crimine
informatico perpetrato sul territorio degli Stati Uniti viene attribuito
a Kevin D. Mitnick: l'intrusione nei computer della National Security
Agency (NSA), la diffusione di false notizie finanziarie sulle agenzie
di stampa, le violazioni di decine di siti universitari. Il 4 Luglio
1994 esce il primo di una serie di articoli sul New York Times a firma
John Markoff. Il giornalista, autore nel 1991 del già citato libro
Cyberpunk, lo chiama "L'hacker più ricercato d'America"
descrivendolo come un solitario con pesanti manie di potenza. Arriviamo
all'ultimo atto di questa storia. È il 25 dicembre 1994, Natale. Verso
le due del pomeriggio Kevin Mitnick entra in un computer del sito
toad.com e da lì inizia a verificare se un altro computer al San Diego
Supercomputer Center appartenente al trentenne giapponese Tsutomu
Shimomura sia o no vulnerabile a qualche attacco. Il secondo computer è
una Workstation Unix che Kevin conosce come le sue tasche. In sei minuti
individua la vulnerabilità del sistema e in un altro minuto riesce a
guadagnare i permessi di amministratore. La macchina di Shimomura è
sotto il controllo di Kevin. Registra qualche password, ruba qualche
file di programma su cui Shimomura stava lavorando e poi chiude la
connessione. Quando il proprietario torna al suo posto di lavoro trova
il sistema violato, cancella la settimana bianca in Colorado, corregge
gli errori e scatena la caccia all'uomo. Tra il 25 dicembre e il 14
febbraio FBI succede di tutto. Shimomura, chiamato da Kevin "Jap
boy", è un super esperto di sistemi informatici, lavora da anni al
San Diego Supercomputer Center, è da tempo consulente informatico
dell'FBI e della NSA e non ha gradito affatto lo scherzo di Kevin. Nel
gennaio 1995 tiene una conferenza sulle tecnica che ha usato Kevin per
penetrare nel suo sistema (dette IP-Spoofing), pochi giorni dopo il CERT,
il centro sulla sicurezza telematica, pubblica un advisory in cui rende
pubblica l'esistenza del grave problema. In tutto il mondo gli
amministratori di sistema cominciano a temere attacchi simili e la
storia si guadagna una copertina del settimanale Newsweek. Il Condor
forse è andato oltre ogni limite. Siamo a febbraio, Shimomura con la
collaborazione dell'FBI e di altri amici esperti di computer segue le
tracce del suo avversario che continua indisturbato a fare il bello e il
cattivo tempo sulla rete: per mezzo di un account anonimo alla Netcom
entra nelle Università e deposita su un falso account della comunità
virtuale The Well i file rubati dal computer di Shimomura. John Markoff
segue tutto dalle colonne del New York Times ed esulta quando,
utilizzando le stesse tecniche di Mitnick, Shimomura riesce ad
individuare nell'appartamento 202 del complesso Players Court di Raleigh
la fonte delle telefonate alla Netcom. "Il cybercriminale più
ricercato d'America è stato catturato nella sua stessa rete". La
caccia è finita, Mitnick va in prigione, Markoff e Shimomura scrivono
il loro best seller Takedown e salgono agli onori delle cronache... Il
resto è storia recente. Il Condor passerà 36 mesi in galera, di cui 8
in isolamento, senza processo. A Marzo del 1999 la sentenza definitiva
lo condanna a 46 mesi di carcere e ad un piccolo risarcimento per le
società violate. Durante la detenzione, una guardia carceraria pignola
gli sequestra il Walkman perché, pensa, potrebbe essere usato come
cimice per la stanza del direttore. Il 21 gennaio 2000, scontate anche
alcune pene precedenti, viene rilasciato con il divieto di toccare un
computer e qualsiasi telefono cellulare per tre anni. Kevin Mitnick, è
bene ricordarlo, non ha guadagnato un solo centesimo dalle sue azioni.
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...:::ROBERT MORRIS:::... |
Il primo caso storico di attacco in grande stile in rete fu quello
portato nel 1988, anche se involontariamente, da Robert Morris, studente
23enne. Ha diffuso un worm (programma benigno), mentre effetuava
ricerche sui confini di Internet e le sue barriere di sicurezza. E'
stato condannato, in base al Computer fraud and Abuse Act, a tre anni di
prigione, 10 mila dollari di multa e 400 ore di servizio in
comunità. Il motivo? Duemila computer infettati in pochi minuti in
tutto il paese.
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...:::ROBERT RIGGS E CRAIG NEIDORF:::... |
Robert Riggs e Craig Neidorf vengono perseguiti per avere ottenuto e
pubblicato in una newsletter elettronica alcune informazioni di
proprietà della compagnia telefonica Bell sul sistema di emergenza Usa
911 ritenute segrete. In realtà l'informazione era disponibile per soli
14 dollari.
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...:::OPERAZIONE SUNDEVIL:::...
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Nell'estate del 1990 gli agenti statali e federali iniziano una
cooperazione che si conclude con la oramai celebre "Operazione
Sundevil", vera e propria caccia alle streghe pardon hacker a
livello nazionale. Dozzine di sequestri e arresti sono descritti
minuziosamente nel libro di Bruce Sterling The Hacker's Crackdown.
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...:::JAKE BAKER:::...
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Jake Baker è uno studente dell'università del Michigan espulso
(2/2/95) dal Campus per aver diffuso un racconto erotico su Internet nel
quale descriven la violenza sessuale, la tortura e l'omicidio di una
ragazza, utilizzando il vero nome della vittima. Verrà coinvolto in un
indagine federale sui progetti di rapimenti, a causa di alcuni messaggi
di posta ricevuti. Le accuse riguardo la fantasia erotica vengono
lasciate cadere.
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...:::LA
STORIA DI JAN DEWIT:::...
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Un ragazzo olandese di vent'anni che per due giorni ha fatto tremare
i sistemi informatici di tutto il mondo con un virus creato in 5 minuti.
A raccontarla così potrebbe sembrare una barzelletta: ci sono un
italiano e un olandese che leggono una notizia: "I navigatori non
hanno imparato nulla dal virus IloveYou e continuano ad aprire gli
allegati delle e-mail a rischio". L'italiano si fa una risata,
pensa "Poveri fessi!" e cambia pagina. L'olandese, invece, si
prende a cuore la faccenda, accende il suo computer e crea un terribile
worm dimostrativo per sensibilizzare i navigatori circa i rischi della
sicurezza. A raccontarla così potrebbe sembrare una barzelletta, e
invece è successo veramente. Quella che vi raccontiamo è la storia di
un ragazzo olandese di vent'anni che per due giorni ha fatto tremare i
sistemi informatici di tutto il mondo con un virus la cui velocità di
diffusione ha riportato alla mente illustri precedenti come LoveLetter e
Melissa. Uno scherzetto del quale ha finito per interessarsi nientemeno
che l'FBI e che potrebbe costare al suo ideatore fino a quattro anni di
carcere. La nostra storia ha luogo a Sneek, una cittadina medievale di
30 mila abitanti nel nord dell'Olanda. A Sneek c'è il mare; un tempo
l'acqua copriva l'intera zona, che poi venne bonificata. In estate
arriva gente da tutta l'Olanda per le gare di vela; ma a febbraio la
temperatura supera raramente i cinque gradi e di notte scende quasi
sempre sotto lo zero. I computer sono diffusissimi e - a giudicare dai
siti locali - sanno usarli anche bene. Per farla breve, a Sneek
d'inverno è facile che un ragazzino, invece di uscire o di guardare la
tv, passi le serate a smanettare con Internet. Ora, si sa che la notte
è lunga. E dopo che uno ha dato un'occhiata alle ultime notizie e
magari ha scaricato un paio di canzoni, può accadere che anche l'occhio
chieda la sua parte. Anna Kournikova è una tennista russa di 19 anni,
una che piace; poco importa che sulla terra battuta non combini niente o
quasi: le sue misure da pin-up l'hanno resa una celebrità della Rete.
Tra i tanti che non sanno resistere al fascino fatale della bella
tennista c'è anche un ventenne di Sneek, Jan Dewit; Jan passa le serate
a scaricare le foto della Kournikova, oncourt e offcourt - dentro e
fuori dal campo, come si legge sui numerosi siti che la riguardano. Si
fissa, la idealizza, e decide che deve renderle omaggio. Prima le dedica
un sito, ma non riesce a metterci nient'altro che una scarna biografia e
tre immagini. Jan si rende conto che non è abbastanza: la donna dei
suoi sogni merita qualcosa di meglio, qualcosa che non possa passare
inosservato. Sì, ma cosa? L'idea buona gli viene il 6 febbraio, quando
legge un rapporto della International Data Corporation (IDC), l'istituto
di ricerca leader nel settore dell'Information Technology. La IDC ha
spedito ad un campione di navigatori una e-mail avente come oggetto la
frase "I Love You" ed ha scoperto che, a dispetto della
notorietà acquisita dal virus omonimo, il 37 percento del campione ha
aperto l'e-mail senza alcuna preoccupazione. Il giovane olandese ha
un'illuminazione: invierà ad un po' di gente un messaggio di posta
elettronica con una foto della Kournikova in attachment; il classico
Trojan, dentro il quale piazzerà un worm che infetterà i computer dei
malcapitati e si rispedirà a tutti gli indirizzi della rubrica. Roba
degna di un gentiluomo maledetto d'altri tempi: al tempo stesso un
omaggio spettacolare per la donna amata ed un monito per l'umanità. Il
fatto è che Jan, di programmazione, sa poco o niente. Per realizzare il
progetto, il ragazzo avrebbe bisogno di un software che generasse il
virus al posto suo. Per sua fortuna, in Rete se ne trovano a bizzeffe e
lui sceglie un programma creato da un diciottenne di Buenos Aires che si
fa chiamare [K]alamar. Il programma è così semplice e ben fatto che,
secondo l'analista capo di SecurityPortal Ken Dunham, potrebbe usarlo
anche un bambino di dieci anni. E infatti il giovane Jan non deve fare
praticamente niente: in onore della sua donna, chiama il file allegato
"AnnaKournikova.jpg.vbs". Battezza il virus col suo stesso
nickname, il suo soprannome: OnTheFly (Al volo, ndr) e qui, senza
saperlo, commette un errore che gli costerà caro. Infine, deve
scegliere una URL alla quale verranno indirizzati tutti i computer
infetti nel momento in cui il virus si attiverà; sulla sua scrivania,
Jan vede la ricevuta di un negozio di computer nel quale ha comprato
qualcosa nei giorni precedenti e allora, senza starci troppo a pensare,
scrive l'indirizzo Internet di quel negozio. Basta, tutto qui: il resto
- effetti del worm, oggetto della mail, testo del messaggio, data in cui
il virus si attiverà - Jan non lo tocca neanche. L'intera procedura,
compresa l'installazione del Worm Generator, non è durata più di
cinque minuti. A questo punto Jan deve solo spedire il virus: prende gli
indirizzi della propria rubrica, clicca, ed è tutto. Jan spegne il
computer e va a dormire, a cuor leggero: probabilmente i suoi amici,
pensa, noteranno immediatamente quel ".vbs" nel nome
dell'allegato e non lo apriranno; il suo virus casereccio passerà
inosservato come il suo sito, con buona pace della bella Kournikova. È
il 12 febbraio, un lunedì. Nella quiete della notte, Jan non può
immaginare di aver dato il via ad un grandioso test sulla psicologia
degli esseri umani: la mano va più veloce della mente; gli incauti
destinatari della sua e-mail leggono "AnnaKournikova" e ci
cliccano su, senza riflettere, proprio come aveva previsto la ricerca
della IDC, innescando una reazione a catena mai vista. Il virus si
espande in maniera esponenziale per l'Europa. Nelle prime quattro ore
della sua attività, la britannica MessageLabs ne rileva oltre 3 mila
copie. Il worm si sta moltiplicando ad una velocità doppia rispetto ad
IloveYou e sbarca immediatamente nel Nord America. Alla fine della
giornata, Mail.com dichiara 53 mila segnalazioni da parte dei propri
utenti. Nel frattempo, si è messa in moto la macchina della sicurezza.
Le più importanti case produttrici di antivirus iniziano a distribuire
patch per annientarlo. Jan non si accorge di quello che ha combinato
fino a martedì sera, quando scarica le news da Internet. Sulle prime si
esalta: comincia a mandare messaggi nei newsgroup olandesi nei quali
rivendica la paternità del virus e si dice stupito della rapidità con
la quale si espande. Poi, però, comincia a sospettare di averla fatta
grossa: in Europa ed in America, il virus si sta estinguendo, ma in
Australia è in piena attività e tormenta anche i siti governativi.
Solo allora Jan comprende l'errore che ha commesso utilizzando il nick
"OnTheFly", col quale è conosciuto su parecchi newsgroup.
Prova ancora a recitare la parte dell'hacker concedendo un'intervista
via instant-messaging nella quale dichiara di aver creato il virus solo
per allertare i navigatori sul tema della sicurezza. Ma quando scopre
che sulle sue tracce si è messa persino l'FBI, e che stanno per
identificarlo, crolla. E, come in ogni redenzione che si rispetti, va a
raccontare tutto a sua madre. Mercoledì mattina, il giorno di San
Valentino, i genitori accompagnano Jan Dewit alla polizia di Sneek. Jan
tenta di giustificarsi: "Era la prima volta che creavo un virus, e
giuro che sarà l'ultima. Non volevo danneggiare nessuno". Ma gli
agenti non si fanno muovere a compassione: gli sequestrano il computer,
i Cd, tutto quanto, e lo incriminano per danni alla proprietà. Il
ragazzo viene arrestato ed immediatamente rilasciato in attesa di
comparire in tribunale. Rischia quattro anni di carcere. A Jan non resta
che constatare: "Sono proprio fottuto…" Ma questa è solo
una storiella, una storiella ambientata in una cittadina sul mare; e
come tale merita il lieto fine: il sindaco di Sneek, tale Siebold
Hartkamp, viene a sapere della vicenda e decide che Jan, avendo reso
celebre il suo piccolo comune, merita un colloquio di lavoro. Un lavoro,
pensate un po', che abbia a che vedere con la sicurezza informatica.
"Per quello che ne so," dichiara il primo cittadino ai
cronisti perplessi, "i bracconieri sono i migliori
guardiacaccia." E poco importa che il giovane Jan Dewit, venti
anni, abbia fatto tremare il mondo per due giorni senza capire nulla, o
quasi, di computer, vagheggiando l'immagine di una tennista
diciannovenne con tanta grazia e poco talento.
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