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Fare una copia di
sicurezza
dei propri CD e DVD
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COME FARE UNA COPIA DI SICUREZZA DEI PROPRI CD E DVD |
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In questa pagina faremo un po' di chiarezza
sulla masterizzazione in generale, sui vari tipi di CD, DVD, modelli,
modi, software e su quello che di solito non se ne
parla quasi mai, sperando che vi sia di aiuto. |
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Cosa sono i CD
registrabili?
I dischi scrivibili (CD-R, CD-RW) sono normalissimi Compact Disc che si trovano in commercio
e hanno la possibilità di essere scritti dai masterizzatori. Si
suddividono in: Il CD è formato da questi elementi sovrapposti: - Strato protettivo o superficie stampabile.
Come lavora un masterizzatore
IL SOFTWARE PER MASTERIZZATORI |
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Altri software lavorano in modalità "RAW"; questa tecnica, non supportata dalla maggior parte dei lettori di CD-Rom e masterizzatori, permette di creare CD-Rom che sono copie speculari degli originali. Uno dei più noti programmi in quest'ambito è CloneCD. La scrittura Raw è utilizzata (o almeno dovrebbe esserlo) per eseguire copie di backup di software protetto. Uno degli schemi di protezione più comunemente adottati dalle software house prevede di inserire "errori" in specifiche posizioni del CD-Rom; eseguendo la copia di questi CD-Rom mediante i normali programmi di masterizzazione, questi "errori voluti" sono trattati come problemi di lettura e vengono corretti, compromettendo il funzionamento del programma. In questa modalità (Raw) il computer preleva dal lettore CD-ROM i dati e li invia al masterizzatore esattamente come sono, compresi errori e relativi codici di rilevazione e correzione dell'errore, e la periferica non applica alcun controllo, trasferendole sul supporto CD-R direttamente; in questo modo il masterizzatore lavora alla velocità 1x (176,400 byte al secondo) e i dati devono fluire costantemente dall'unità sorgente al masterizzatore. |
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Un tradizionale CD audio
(specifiche red-book) da 74 minuti contiene 333.000 blocchi, equivalenti a
783.216.000 byte di informazioni audio divisi in 75 blocchi o
settori di 2.352 byte ciascuno. Un CD-ROM, utilizzato come supporto per l'archiviazione dati per il PC (specifiche Yellow-Book), contiene 333.000 blocchi equivalente però a soli 681.984.000 byte: infatti in formato Modo1 i blocchi disponibili sono solo 2.048 su 2.352 byte; dei rimanenti 304 byte, 12 byte sono utilizzati per le informazioni di intestazione e sincronizzazione e 288 byte per i codici di individuazione e correzione degli errori: questi ultimi sono usati dal lettore per rilevare e correggere dati errati causati da impurità o graffi presenti sulla superficie del CD, che potrebbero rendere illeggibili le informazioni. Vediamo qui sotto un veloce riassunto di tutti gli standards dei CD:
Il libro Giallo definisce sia la
modalità 1 che la modalità 2, dove la modalità 2 contiene 2336
byte di dati utente.
I dischi CD-DA hanno un logo "Compact
Disc Digital Audio"
I dischi CD+G sono segnati "CD Graphics";
I dischi CD-i hanno un logo "Compact
Disc Interactive";
i VideoCD hanno un logo "Compact Disc Digital Video" e/o le parole "VideoCD". |
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I CD-Text sono dei normalissimi CD-Audio in cui sono contenuti
dati testuali relativi al titolo dell'opera, del brano, degli
artisti ed eventuali informazioni inerenti ai singoli brani.
Ma cosa occorre per disporre di questa funzione? Innanzitutto per poter leggere questi dati è necessario possedere un lettore CD-Audio compatibile con questa funzione ed uno dei pochissimi dischi preincisi CD-Text disponibili sul mercato italiano. Tuttavia questa ottima funzione può essere utilizzata per i CD-Audio realizzati "in casa". Vediamo cosa occorre: E' necessario disporre di: - un normale CD-R vergine - un masterizzatore compatibile CD-Text - una versione software per la masterizzazione (Nero Burning, Easy CD Creator, Feurio, PlexTools, WinOnCd, ecc. ecc.) compatibile - un lettore CD-Audio anch'esso compatibile: in pratica tutta la "catena" di produzione deve essere compatibile con questo standard. Questo standard, realizzato da Sony e da Philips permette di scrivere un totale di 2924 caratteri, suddivisibili per tutti i vari brani. I dati vengono immagazzinati in un CD-Audio, in cui non sono presenti soltanto le informazioni musicali, bensì sono presenti altri 8 sub-canali relativi a varie informazioni di servizio per il funzionamento della lettura; in questi sub-canali sono presenti anche i dati testuali del CD-Text; alcuni masterizzatori sono in grado di editare questa zona mentre altri li generano in modo automatico, impedendo al software del computer di influenzare la genesi di questi codici. |
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Vediamo come preparare il PC nel modo corretto, facendo tesoro di queste regole:
Tuttavia tra le cause più comuni di buffer underrun possiamo annoverare l'impiego di hardware inadeguato o un lettore di CD-Rom o un disco fisso usati come sorgente dei dati, incapaci di sostenere il transfer rate costante richiesto dal recorder. |
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Chi masterizza spesso almeno una volta si sarà trovato di
fronte ad un insuccesso durante la fase di scrittura sul
CD-ROM (Buffer Under-Run), col risultato che il CD stesso
doveva essere gettato via perché ormai irreparabilmente
rovinato. Sanyo, per risolvere questo inconveniente, ha brevettato una tecnologia chiamata Burn Proof che permette, in caso di interruzione del flusso dati al CD di fermarsi e ricominciare successivamente, questo grazie ad un chipset integrato. Durante la scrittura, la logica di controllo del drive monitorizza costantemente lo stato del buffer e, quando rileva circostanze che potrebbero causarne lo svuotamento, arresta momentaneamente l'operazione, memorizza l'indirizzo degli ultimi dati scritti e pone il drive in stato d'attesa. Quando il sistema riprende ad alimentare regolarmente il buffer, il processo di scrittura può ricominciare: il drive riposiziona il laser sulla traccia e confronta gli ultimi dati scritti sul supporto con i dati contenuti nel buffer in modo da sincronizzare la scrittura delle informazioni e riprendere la registrazione dal punto esatto in cui era stata interrotta, senza creare blocchi di collegamento a settori scritti in un punto successivo della traccia. Lo scostamento causato dal riposizionamento e dal recupero di potenza di livello necessaria alla scrittura del laser sul supporto genera un'area non registrata (GAP) con lunghezza di circa 45 micron alla velocità di scrittura di 12x, correggibile dalle funzioni di correzione degli errori. La nuova versione Burn Proof 2 riduce ulteriormente questo scostamento riducendo i 45 micron in 3-4 micron. |
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Dobbiamo tener conto, però di un altro accorgimento: quando utilizziamo per la prima volta il CD vergine e lo chiudiamo dobbiamo lasciare aperto il disco, ed il sistema andrà a chiudere la singola sessione "scrive il TOC", utilizzando 30MB circa. Quando reinserite quel CD dati nel lettore, il sistema operativo cerca l'ultima sessione e legge la directory da questa. (questo è quello che dovrebbe accadere. in base al lettore e al sistema operativo, è possibile ottenere diversi risultati). Se il CD è nel formato ISO-9660, è possibile IMPORTARE LA SESSIONE in modo che l'aggiunta della nuova sessione risulti al sistema operativo parte integrante della precedente, e risulterà quindi unica. Se invece non andremo a unire la sessione alla precedente, al sistema operativo risulteranno due CD invece che uno. Per ogni successiva sessione che andiamo ad aggiungere, il sistema utilizzerà solo 10 MB per chiuderla e poter utilizzare il CD su tutti i lettori CD-ROM. Quindi più sessioni andremo a creare, meno spazio ci rimane per i nostri dati. Quando scriveremo l'ultima sessione dobbiamo ricordarci di chiudere definitivamente il disco in modo che nessuno potrà più scriverci. Tecnicamente una sessione è un segmento di registrazione che può contenere una o più tracce di diverso tipo. La scrittura multisessione inizialmente è stata usata per i PhotoCD per permettere di aggiungere ulteriori fotografie digitali. Oggi sono sempre più spesso usati dischi multisessione. I CD AUDIO invece, quando vengono inseriti in un normale lettore CD, questo guarda la prima sessione. Per questo motivo dischi multisessione non funzionano sui CD audio, ma la limitazione può essere trasformata in vantaggio. Mischiare sessioni MODE-1 (CD-ROM) e MODE-2 (CD-ROM/XA) su un disco non è permesso. E' possibile creare un tale disco, ma si avranno problemi a farlo riconoscere dai lettori. |
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La modalità di scrittura Track-At-Once permette invece la scrittura in più riprese. La lunghezza minima di una traccia è 300 blocchi (600k per dati tipici di un cd), e un massimo di 99 tracce per disco, in più un piccolo spreco di spazio associato con il fermarsi e il ripartire del laser. Alcuni masterizzatori, come il Philips CDD2000, permettono la registrazione Session-At-Once. Questo dà la possibilità di controllare la pausa tra le tracce e permette di scrivere più di una sessione; molto utile quando si incide un Cd extra. In qualche caso può essere obbligatorio usare la registrazione Disc-At-Once. Ad esempio, potrebbe essere difficile o impossibile fare copie di backup di certi tipo di cd (come alcuni giochi protetti). Inoltre, alcune centrali di masterizzazione potrebbero non accettare dischi registrati in modalità Track-At-Once, perchè la pausa tra le tracce viene vista come errore. |
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Il software RAW (come Clone CD) e un mesterizzatore che supporti questa modalità permettono di eseguire copie identiche dei CD-Rom originali protetti comprensivi degli "errori voluti" dalle software house per impedire la loro duplicazione. Il lettore di CD-Rom legge i dati dal supporto e, senza alcun controllo sulla correttezza o altra manipolazione, li invia al computer. In questo caso il computer riceve il blocco integrale dei dati (2.352 byte), comprese le informazioni per la rilevazione e correzione dell'errore (ECC). Lo stesso processo avviene per le operazioni di scrittura: il computer invia al masterizzatore l'intero blocco dati, compresi i codici di rilevazione e correzione dell'errore. La periferica non applica alcun controllo sulle informazioni ricevute e le trasferisce sul supporto CD-R direttamente. Altresì, il comune software di masterizzazione corregge gli errori e crea una copia modificata corretta; appena si manderanno in esecuzione questi software, il programma andrà a ricercare in posizioni stabilite dal produttore questi "errori" e se non li trova rifiuta di funzionare. |
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Quasi tutti i software di masterizzazione odierni permettono di fare i file immagine dei CD che non sono nient'altro che copie precise di CD in un singolo file. Ma a cosa serve trasformare un CD in un singolo file su Hard disk? Fare la masterizzazione da file immagine assicura maggiori possibilità di successo dell'operazione. Un file immagine è grande esattamente quanto il CD di provenienza e quindi fino a 650MB per un CD-ROM oppure 747MB se si tratta di un CD-Audio di 74 minuti. Se invece è un CD Misto sia con audio che con dati, ci sarà un'immagine ISO-9660 e più file audio a 16bit 44.1Khz stereo. Quindi assicurarsi di avere su Hard Disk tale spazio. Registrare un CD "al volo" spesso il
computer utilizza un'immagine virtuale in cui il set completo dei file
viene esaminato e strutturato, ma vengono memorizzate solo le
caratteristiche dei file, non i dati. Il contenuto dei file viene
letto mentre il CD viene scritto. Questo metodo richiede meno spazio
sul disco e può risparmiare tempo, ma incrementa il rischio di
svuotamento del buffer. Il buffer è una piccola memoria (2 - 4 -
8Mb) che dispone il masterizzatore direttamente nella sua
circuitazione che assicura il flusso dei dati costante. Inoltre ci sarebbe ancora da dire che questo sistema è quello più in linea con la normativa del copyright, perchè non viene fatta nessuna copia del CD Audio o del DVD sull'hard disk, ma viene fatta solo l'immagine e direttamente copiato sul CD-R o CD-RW. |
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Tecnicamente i CD-RW usano una tecnologia
a cambiamento di fase. Invece di creare dei "pits" e deformazioni
nello strato organico registrabile, il materiale di questi ultimi si
comporta ben diversamente. Si tratta di una sostanza cristallina ed
immerso vi è del materiale magnetico. Al passaggio del laser il calore
che viene creato trasforma il materiale in sostanza amorfa semiliquida
che lascia libertà di movimento agli aghettini del materiale magnetico
e grazie ad un campo magnetico generato dal masterizzatore
riscrivibile, vengono direzionati nella posizione corretta per creare
i punti e le insenature necessarie all'incisione dei dati. |
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Il significato usuale di jitter si riferisce a un errore nella base dei tempi quando un campione digitale è convertito in segnale analogico. L'altro significato di jitter è usato nel contesto dell'estrazione audio da CD. Questo tipo di jitter indica che alcuni campioni vengono duplicati o saltati interamente. (alcune persone potebbero puntualizzare che l'ultima tendenza è un abuso del termine "jitter", ma non vogliamo soffermarci su questo) Il "Jitter correction", è il processo di compensazione e ripristino dell'audio al suo formato originale. Questa sezione riguarda il "jitter" nel contesto dell'estrazione audio digitale. Il problema nasce perchè le specificazioni della Philips non richiedono un accurato indirizzamento dei blocchi. Mentre i dati audio sono inviati a un buffer, le informazioni di indirizzamento per i blocchi audio sono privati dei subcode channel e inviati a una parte differente del controller. Poichè i dati audio e le informazioni sugli indirizzi sono scollegate, il lettore CD non è capace di identificare esattamente l'inizio e la fine di ogni blocco. L'inacuratezza è piccola, ma se il sistema che estrae l'audio deve fermarsi, scrivere i dati su disco, e riprendere da dove aveva lasciato, non è in grado di trovare l'esatta posizione. Il risultato è che l'estrazione riprende alcuni campioni più avanti o indietro, duplicando o saltando alcuni campioni. Questi errori suonano come dei click durante la riproduzione. In un CD-Rom i blocchi utilizzano 12 byte nell'intestazione come copia dell'indirizzo del blocco. è possibile identificare così l'inizio del blocco. E' per questo che è più facile rintracciare un singolo blocco su un CD-Rom Con la maggior parte dei lettori che supportano l'estrazione digitale, si possono ottenere file audio senza jitter usando un programma che legge l'intera traccia in un colpo solo. Il problema con questo metodo è che se il disco fisso non può ricevere i dati, il campionamento viene interrotto. (il problema è simile all'errore di svuotamento buffer, ma poichè il buffer usato in lettura è più piccolo di quello usato in scrittura il problema è amplificato) Un approccio che ha prodotto buoni risultati è quello di usare una jitter correction via software. Questo implica ripetute letture, e poi slittando i dati per farli combaciare. La maggior parte dei programmi professionali di estrazione digitale permette di farlo. |
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Il processo che fa passare una sessione da aperta a chiusa è chiamato "finalizzazione" o semplicemente "chiusura". Quando si chiude l'ultima sessione, si finalizza, o chiude, anche il disco. Un disco a singola sessione ha tre regioni base: il lead-in, che contiene la tabella dei contenuti (TOC, Table of contents), l'area dei programmi, con i dati o le tracce audio, e il lead-out, che non contiene dati significativi. Su un disco aperto non sono ancora stati scritti il lead-in e il lead-out. Se si scrivono dei dati su disco e si lascia la sessione aperta, il TOC, che dice al lettore CD dove sono le tracce, viene scritta in un'area separata chiamata Program Memory Area (PMA). Solo i masterizzatori possono leggere la PMA, per cui non è possibile leggere sessioni aperte su un lettore CD Audio standard. I CD audio non vedranno le tracce audio, e i CD-ROM non vedranno i dati. Quando la sessione viene finalizzata, il TOC viene scritto nel lead-in, permettendo alle unità CD di riconoscere il disco. Se si chiude la sessione corrente e se ne apre una nuova, l'area di lead-in della sessione chiusa includerà un link alla successiva. I lettori CD audio non possono passare alla sessione successiva, per cui vedranno solo la prima sessione. Un lettore CD-Rom, a meno che non sia rotto o preistorico, riconosce le multisessioni e permette di accedere alla prima, all'ultima o una in mezzo, a seconda di cosa il sistema operativo dice al lettore di fare. |
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Introduzione ai formati
DVD registrabili E' fuori discussione che il futuro della videoregistrazione amatoriale sarà digitale, ma in questo universo costellato da tecnologie diverse e standard vari, non è ancora stata definita la tecnologia definitiva che farà andare definitivamente in pensione il vecchio sistema VHS. Attualmente esistono ben cinque standards e tecnologie differenti per la scrittura sul supporto DVD (DVD-R / DVD-RW),(DVD+R / DVD+RW),(DVD-RAM), e due tecnologie per la registrazione audio-video digitale su memoria di massa (Hard-Disk Recording) e videocassette digitali su nastro magnetico (Digital VHS). Tutti questi sistemi hanno in comune l'utilizzo della compressione digitale video Mpeg2.
Masterizzazione DVD: E'
guerra al formato ufficiale. Vediamo tecnicamente da vicino questi tre formati....... DVD-RAM Il DVD-RAM è un
supporto d'avanguardia che vi permette di registrare e di riprodurre allo
stesso tempo; questa funzione, denominata Time Slip, permette di guardare
un programma in qualsiasi momento, anche mentre ne state registrando un
altro. Potrete attivare anche le funzioni di avanzamento veloce, ritorno
veloce e pausa, sempre durante la registrazione e la riproduzione. E' un
modo nuovo di utilizzare il video, reso possibile dalla "core technology"
del DVD-RAM, che offre un trasferimento dati ad alta velocità e un accesso
realmente casuale.
I
dischi DVD-RAM singola faccia vengono forniti con o senza cartucce.
Ci sono due tipi di cartuccia: il tipo 1 è sigillato, il tipo 2 consente
la rimozione del disco. DVD-R DVD-RW DVD+R/DVD+RW I drive DVD+RW riproducono i DVD-ROM e i
CD, ed anche i DVD-R e DVD-RW, ma non leggono e registrano i dischi
DVD-RAM. Il formato DVD+RW usa la tecnologia phase-change per mezzo di un solco ondulato ad alta frequenza che permette di eliminare i settori di collegamento. Questo, più l'opzione di esclusione della gestione degli errori, permette ai dischi DVD+RW di essere scritti in una maniera che dovrebbe essere compatibile con molti attuali lettori DVD-Video. I dischi DVD+RW possono essere registrati
sia in formato CLV per l'accesso sequenziale al video (lettura del drive a
velocità CAV) o in formato CAV per l'accesso casuale.
DVD audio Inoltre il DVD Audio multicanale non adotta il sistema Dolby Digital 5.1 o il DTS, bensì l'MPL, un algoritmo 5.1 loss-less senza perdite di qualità, con risoluzione 96 KHz e 24 bit reali. Quando il DVD uscì nel 1996 non
esisteva nessun formato DVD-Audio, sebbene le caratteristiche sonore del
DVD-Video siano molto superiori al CD. Il Forum DVD chiese il parere delle
industrie discografiche prima di definire il formato DVD-Audio. Una bozza
standard vide la luce nel gennaio 1998 dal DVD Forum's Working Group 4
(WG4), e la versione 0.9 uscì a luglio. La specifica finale del DVD-Audio
1.0 (minus copy protection) è stata approvata nel febbraio 1999 e
rilasciata a marzo. La filigrana
digitale I lettori DVD-Audio (e
universali) funzionano con gli attuali ricevitori. Essi producono segnali
PCM e Dolby Digital, e alcuni supportano opzionalmente i formati DTS e DSD.
Tuttavia, molti ricevitori non possono decodificare l'audio ad alta
definizione PCM, ed anche se potessero, non potrebbero utilizzare i
connettori standard per l'audio digitale. ABBIAMO DECISO DI SCRIVERE DUE RIGHE ANCHE SUL "DIGITAL VHS" O MEGLIO "D-VHS" |
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Il Digital VHS o
D-VHS Il D-VHS è lo standard con cui vengono registrati i dati digitali su un nastro, dati che possono essere compressi in diversi formati. Per i prossimi anni i videoregistratori digitali adotteranno come standard di compressione l'MPEG2, proprio come i DVD, ma se mai uscirà un sistema di compressione più valido dal punto di vista qualitativo non ci sarà alcun problema nell'adattare lo standard al nuovo sistema di compressione: la compatibilità con i vecchi sistemi sarà comunque garantita, anche con l'MPEG2. In Italia il Digital VHS è quasi sconosciuto, non vi è alcun titolo in commercio in questo formato, ma risulta abbastanza diffuso negli USA grazie alla strepitosa qualità video (il bit-rate medio può raggiungere i 28 mb/s, idoneo per ospitare l'alta banda dello standard HDTV). Fox infatti ha annunciato per il mercato americano il rilascio di nuovi titoli, fissato in data 25 novembre 2003: X2: X-Men United Moulin Rouge!, True Lies, Speed e La leggenda degli uomini straordinari. Tutti i film sono presentati con video in 2.35:1 anamorfico e due tracce audio in Dolby Digital 5.1 e in DTS 5.1 a data-rate intero. Ci si aspetta una qualità audio-video senza precedenti, ma il prezzo di 35 dollari a titolo rimane per molti ancora proibitivo.
I vantaggi del Digital VHS
Le principali
caratteristiche del Digital VHS - La videocassetta D-VHS è diversa dalla tradizionale VHS? Le videocassette
D-VHS sono identiche alle normali videocassette che usiamo abitualmente.
- Registrazione SP e LP del D-VHS La registrazione
D-VHS è estremamente flessibile, in quanto si basa sul formato di
compressione MPEG2. |
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PICCOLO GLOSSARIO DVD Un rapido glossario per capire il
significato dei termini tecnici. |