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Quando un uovo è per sempre

Le opere senza tempo
di Carl Fabergé nella Russia degli zar

Per la chiesa ortodossa la Pasqua è la festa più importante del calendario e le uova sono da sempre al  centro della simbologia che la rappresenta. Proprio in Russia, infatti, la tradizione dell'uovo decorato ha raggiunto la sua massima espressione, grazie alla creatività dell'orafo Peter Carl Fabergé.

Il grande gioielliere russo, discendente da una famiglia francese di origine ugonotta, assunse intorno al 1870 a San Pietroburgo la guida dell'azienda orafa dei padre Gustave, dopo aver viaggiato in tutta Europa per conoscere i segreti dei mestiere e impadronirsene. Nel 1885 venne nominato fornitore della corte imperiale. Per questo nuovo incarico, insieme alla produzione di gioielli, il giovane Fabergé creò raffinati objets d'art, tra cui le celeberrime uova cerimoniali ispirate alle vicende della casa imperiale e destinate ad arricchire la Pasqua degli zar e dei loro familiari.Uno dei famosi "uovi" di Fabergè, con tutto di caroza

La tradizione, inaugurata con Alessandro III, proseguì con Nicola II, che richiese a Fabergé due uova l'anno, uno per la regina madre e uno per la moglie, la zarina Alessandra Fiodorovna. A poco a poco, il laboratorio divenne un piccolo impero, famoso a livello internazionale, la cui fine sarà sancita, come per i Romanov, dalla rivoluzione bolscevica.

Da sempre gli storici dell'arte hanno discusso sul lavoro di Fabergé, domandandosi se il maestro russo dovesse essere riconosciuto come un vero artista o se non fosse più corretto parlate di un artigiano. Fabergé amava definirsi un "artista gioielliere" e in ciò è racchiusa la sua filosofia, mirabile sintesi dì abilità artigianale e creazione artistica. Le sue scelte fatto dì forme e di disegni erano guidate più dal giudizio estetico che da considerazioni dì ordine strettamente economico‑commerciale.
"l'Uovo dei Mughetti"
Infatti, in un'intervista pubblicata nel 1914 su una rivista russa, lo stesso Fabergé affer mava: "... Gli oggetti preziosi hanno per me poco interesse se il loro valore deriva principalmente dalla profusione di diamanti e perle." Tutta la produzione di Fabergé è orientata verso oggetti il cui principale pregio consiste nella bellezza dei disegno, dove le pietre e i materiali preziosi si adattano alla ricerca della forma, alla qualità della lavorazione, al senso della misura, alla calibrata eleganza delle proporzioni e alla perfezione dell'esecuzione. In questo contesto cambia anche l'impiego dei materiali; le pietre preziose sono unite a minerali e metalli meno nobili: la giada, la nefrite, il calcedonio, l'ossidiana, l'amianto, il cristallo di rocca e il quarzo fumé. Anche il legno delle foreste russe entrò a far parte della sua oreficeria innovativa: la betulla, il palissandro, l'agrifoglio bianco. Fabergé esplorava sempre tutte le possibilità per ricercare le soluzioni più adatte e rispondenti al disegno, senza rigidità nella scelta dei materiali e senza la minima preoccupazione per il loro valore di mercato.

La sorpresa era una componente essenziale di questi preziosi oggetti e l'ideazione era circondata dallamassima segretezza, tanto che nemmeno lo zar era messo a conoscenza dei progetto. Molte sorprese riguardavano la famiglia imperiale, come l'Uovo dei Mughetti, splendido esempio di stile liberty, che contiene le miniature dello zar e delle granduchesse Olga e Tatiana. Sullo sfondo in smalto rosa fioriscono delicati steli di mughetti, su cui sono incastonati perle e diamanti tagliati a rosetta. L'estrema accuratezza dei lavori di Fabergé è qui evidenziata dall'uso di perle di diversa grandezza, quasi a sottolineare la varietà naturale dei fiori: dal bocciolo alla piena fioritura.

L'esemplare più famoso fra le uova commemorative è l'Uovo dell'incoronazione, donato nel 1897 da Nicola Il all'imperatrice Alessandra, l'anno successivo alla loro ascesa al trono. Il guscio in smalto giallo, colore dell'abito dell'incoronazione, è inciso con motivi a raggi solari e arricchito da rami d'alloro e aquile imperiali in smalto nero e brillanti. La sorpresa nascosta all'interno è la perfetta riproduzione della carrozza usata il giorno della cerimonia. Nessun particolare è stato trascurato: dal colore della tappezzeria al meccanismo che fa scendere gli scalini quando si aprono gli sportelli.
"Uovo a Pigna"Del 1900 è l'elegante Uovo a Pigna, donato dal ricchissimo uomo di affari siberiano Ferdinand KeIch alla moglie Barbara. Realizzato in smalto blu e ornato da festoni con diamanti a rosetta, racchiude al suo interno un piccolo elefante in argento ossidato e zanne in avorio. Il suo guidatore è seduto su una ricca gualdrappa in smalto rosso e verde con frange in oro. Un'apposita chiave d'oro aziona il meccanismo che fa muovere la testa e la coda dell'animale.

Ancora oggi questi splendidi gioielli sono molto ammirati e ricercati dai collezionisti di tutto il mondo. Le loro quotazioni d'asta raggiungono cifre astronomiche. Nell'aprile scorso, una di queste preziose uova, battuta da Christie's, ha toccato la quotazione record di 9,6 milioni di dollari, cifra di gran lunga superiore a quella versata per l'acquisto dell'intera collezione dell'editore Malcom Forbes, venduta, nello stesso mese, per quasi sei milioni di dollari!

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